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Auto nuove, McLaren 12C Spider, brividi da pista anche a cielo aperto

Alla ricerca della perfezione, la McLaren ci ha messo del tempo prima di sfidare la Ferrari anche fuori dai circuiti della F.1. Nata nel 2011, la 12C è stata la prima Gt di serie del marchio di Woking. Che, peraltro, con le supercar ci aveva provato proponendo negli anni Novanta la F1 a tre posti. Realizzata in tiratura limitata, ottenne una storica vittoria a Le Mans nella 24 Ore del 1995. Jean-Louis Baldanza, responsabile per le vendite nell’Europa meridionale, non ha dubbi sulle qualità della più recente 12C Spider: «Conserva tutte le peculiarità della coupé — dice — pesando solo 40 kg in più. Le prestazioni sono sostanzialmente le stesse, con il vantaggio di godere dell’aria aperta e del sound del motore anche solo abbassando il lunotto». Le McLaren sono destinate agli intenditori che possono permettersi di spendere più di 200 mila euro. La linea di base della trasformabile è quella della coupé, criticata per essere un po’ anonima, ma per lo stesso motivo apprezzata da chi non vuole dare troppo nell’occhio. La struttura a vasca del telaio in fibra di carbonio ha evitato irrigidimenti, che quando si tratta di spider e cabrio costano molto in termini di peso. Con 1.376 kg a vuoto, la 12C Spider rimane leggerissima. Il tetto si apre e chiude in 17 secondi sino a una velocità di 30 km/h. Gli interni sono moderni e razionali, con due posti spaziosi per guidatore e passeggero. Sotto il coperchio del tetto, dietro i sedili, c’è posto per due borse supplementari, che si aggiungono a quelle che si possono infilare nel bagagliaio anteriore. Il motore biturbo 3.8 è compatto e piazzato in basso. Eroga 625 cv in maniera progressiva, spingendo con convinzione da 3 mila a 8.500 giri. Le prestazioni sono da vertigine, con una velocità massima di 329 km/h e la possibilità di accelerare da 0 a 100 all’ora in 3,1 secondi usufruendo della partenza assistita e di gomme Pirelli Pzero Corsa. La tenuta di strada, inutile dirlo, è eccezionale. Quello che soddisfa di più è comunque il piacere di guida. Le sospensioni a controllo elettronico possono essere regolate, come le risposte di cambio e motore, su tre modalità diverse: normale, Sport e Track. In quest’ultima (la pista), l’auto si lascia guidare anche oltre il limite con sbandate del posteriore mai irrecuperabili, a meno di clamorosi errori di valutazione, per il piacere degli esperti di guida veloce. Esaltante anche il cambio a doppia frizione, velocissimo nei passaggi di marcia tramite leve al volante, ma utilizzabile come un automatico. I freni impeccabili, soprattutto nella versione carboceramica. L’unica nota stonata è il soltanto discreto isolamento dei flussi dell’aria a tetto aperto alle alte velocità.